Facebook è un posto da boomer, sono anni che lo utilizzo esclusivamente come feed per le notizie da siti selezionati e per ricordarmi di qualche compleanno.
Instagram e TikTok sono quelli che uso di più per sponsorizzare il blog, anche se personalmente il mio social preferito è Twitter, perché si trovano sempre info utili e precise, ma anche commenti ed opinioni ARGOMENTATE sui temi sociali più discussi.

Questa digressione per dire che comunque i sopracitati social mancano di quell’unica componente che spicca ancora in Facebook: i gruppi. Sono ormai l’unica parte che vale la pena seguire, perché si riesce a trovare persone che hanno la tua stessa passione, e ci si può scambiare un sacco di commenti o trovare delle info molto verticali rispetto a uno o pochi argomenti.
In Italia i gruppi più conosciuti sono Cozy community e DFC, due pilastri del resell dove principalmente si raccolgono post di vendita e feedback rispetto a venditori e compratori.
Subito dopo, SNEAKERS ITALIA [🏀] sta cercando di distinguersi, ed ho così avuto il piacere di fare due chiacchiere con il fondatore. Vi lascio qui l’intervista, che offre spunti interessanti anche di marketing 👇

Ciao! Come ti chiami e quanti anni hai?
R: Ciao! Anzitutto grazie per lo spazio che hai dedicato alla community, sono Danilo ed ho 28 anni.
Da quando hai la passione per le sneakers?
R: Devo sorprenderti subito: non sono mai stato uno sneakerhead! Ma sono un grande appassionato di “Hype Marketing”, che solo mamma Nike e poche altre aziende riescono a portare avanti.
Wow, che notizia bomba!😯 Quando hai aperto il gruppo? E sopratutto, ti aspettavi che diventasse così grande?
R: Il gruppo l’ho aperto nel 2015, ma sicuramente non mi aspettavo una crescita così esponenziale, specie se la paragoni al mercato di riferimento. Diciamo che era una visione a lungo termine, con la speranza che, mancando un marketplace italiano social dedicato esclusivamente alle sneakers, potesse esplodere.
Una visione di marketing interessante. Da un punto di vista umano e organizzativo della community, è difficile avere a che fare con quasi 27.000 persone? Come ti muovi quando c’è un problema?
R: Fino alle 10.000 persone ho gestito tutto in molta tranquillità, ma diventando sempre più grande ho ritenuto ad un certo punto fosse meglio farmi affiancare da alcuni moderatori, 3 in totale mentre parliamo. Tutti ragazzi in gamba e di cui mi fido.
Il tuo gruppo, rispetto a Cozy e DFC, è molto più “aperto”: c’è un motivo dietro questa scelta?
R: Sin da subito, l’obiettivo è stato quello di dare voce alla community prima, poi ovviamente anche allo staff. Fino a qualche mese fa la bacheca era completamente aperta (al netto di alcune regole che riguardano tuttora anche educazione, rispetto, ndE). Abbiamo poi deciso di chiuderla quando le cose stavano sfuggendo di mano e si rischiava di perdere il controllo dei post di vendita, e abbiamo inserito un processo di approvazione. E’ un percorso fisiologico di una community che cresce: quando hai a che fare con molta gente, devi restringere un pò il campo di attività. Ad ogni modo, riusciamo a garantire un buon flusso di nuovi post giornalieri.
Commento a margine di Eyes: effettivamente, la bacheca aperta stava creando un po’ di “problemi” al gruppo, che stava perdendo un po’ il focus della community alimentando anche commenti poco carini nei confronti sia dei creatori di post ma anche degli amministratori troppo lascivi. Mi sembra che ora ci sia più ordine, con buona pace delle vecchie shitstorm che a me non sono mai piaciute.
Hai mai pensato di fare diventare questa passione un lavoro?
R: Prima della passione per il marketing, sono sempre stato amante delle comunità online e della relativa gestione. Tutto inizia nel 2010 quando fondai il primo forum. Per rispondere alla tua domanda: ad oggi, per come è strutturata la community, no. Chissà però che in futuro non possa evolversi in qualche modo!
Tocchiamo un argomento scottante: qualche tempo fa hai cercato di trasformare gli annunci di vendita a pagamento, facendo pagare una specie di “abbonamento” a chi volesse vendere sul gruppo. Una scelta criticata aspramente e ritirata poco dopo. C’era un progetto più ampio nei confronti della community, oppure voleva essere solo un modo per cercare di guadagnare dei soldi? Io non ci vedrei niente di male, ma vorrei capire i motivi di quella scelta che, a posteriori, è stata magari calcolata un pò male.
R: Questa idea è stata esageratamente elementare e ingenua, sarò onesto. Lo scopo era quello di poter dare una gratifica economica a tutto lo staff per l’impegno giornaliero nella moderazione e per l’assistenza che fornisce. Ci sono sicuramente vie diverse per guadagnare qualcosa e questo è stato un incidente di percorso da cui io stesso ho imparato qualcosa. Ci stiamo comunque lavorando 🙂
Grazie della risposta, non tutti sono disposti a parlare degli errori, ma io credo siano importanti per crescere se se ne capiscono le ragioni.
Dai, dimmi qual è la tua sneaker preferita e anche perché.
R: Scelgo la Jordan 4 Sashiko per colorway e concept, mentre come silhouette la mia preferita è la Dunk Low SB.


Pensi che lo sneaker game stia perdendo appeal ultimamente?
R: No, anzi il contrario. Da ciò che posso vedere analizzando le statistiche dei miei gruppi (telegram e discord oltre a Facebook) posso dirti che è un crescendo costante. Resta da capire per quanto ancora, ma il trend per ora è ancora col segno +.
Cosa pensi del resell?
R: Le persone fanno rivendita da molto prima dell’esplosione dello sneakergame e dell’hype marketing. E’ un concetto che si fa fatica ad accettare. Faccio un esempio breve per chi ci legge, anche solo per capire cosa intendo: capita una svendita massiccia di un determinato prodotto nel supermercato di turno, che prontamente viene rivenduto per l’appunto nel marketplace a prezzo pieno se non più alto del suggerito. Finché ci sarà domanda, ci sarà sempre offerta.
Quale è il tuo cantante preferito? E la canzone preferita?
R: Non ho cantanti o canzoni preferiti, ma ascolto future bass, hyperpop e deephouse. Nei nostri gruppi ci sono anche le playlist ufficiali delle community!
Ringrazio Danilo per il tempo che mi ha dedicato. Gestire una community così grande deve essere molto sfidante, se ci penso mi viene da fare il paragone con un sindaco in una città che però è interessata quasi esclusivamente ad un argomento.
Mi piace approfondire i pensieri degli altri perché mi aiuta ad avere una visione sempre più ampia e completa di quelli che partecipano, a loro modo, allo sneaker game. E’ stata una sorpresa scoprire che Danilo non è uno sneaker head, ma spero di non vederlo comunque mai in giro con un paio di Geox ai piedi: questo potrebbe essere uno di quei casi dove segnali qualcuno alla polizzzia di internet, ma per fortuna ha indicato due tipi di sneakers per cui si può stare tutto sommato tranquilli.
Alcuni studi dicono che se commenti i post di eyes e ti iscrivi al nostro gruppo Telegram hai più probabilità di vincere le Raffle…! Magari non è vero, ma perché non provarci?
Ci vediamo alla prossima scarpa!
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