Che Farfetch stesse vivendo un periodo decisamente complicato non è una novità: in più di un’occasione, infatti, era parso chiaro che il CEO José Neves stesse cercando di trovare investitori capaci di sopperire all’enorme svalutazione a cui era andato incontro Farfetch, che controlla anche l’italiana NGG, nel corso dell’ultimo anno.
Alla fine, Neves è riuscito a salvare la sua “creatura” grazie all’intervento di Coupang, che in extremis ha fornito un’iniezione di capitale di quasi 500 milioni di dollari, fondamentali per permettere ai vari marchi di Farfetch di continuare a operare. Come segnalato dai portali specializzati, la scelta di Coupang è stata principalmente dettata dalla volontà del gruppo di diversificare i suoi investimenti e riportare “in alto” uno dei principali e-commerce del lusso.

Non a caso, Bom Kim, fondatore e CEO di Coupang, ha dichiarato:
“Farfetch si dedicherà nuovamente a fornire elevati livelli di esperienza per i marchi più esclusivi al mondo, perseguendo allo stesso tempo una crescita costante e ponderata come azienda privata. Vediamo anche enormi opportunità nel ridefinire l’esperienza del cliente per i clienti del lusso di tutto il mondo”
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L’intervento di Coupang, che ha salvato Farfetch e tutte le sue controllate dalla bancarotta, arriva dopo un anno estremamente complicato per il gruppo londinese, che non è stato in grado di fare i conti con un mercato in costante mutamento: al contrario, Farfetch ha lentamente perso la fiducia dei suoi investitori (fra cui figurano, o ormai figuravano, Richemont e Alibaba), come si può notare dall’andamento del valore azionario e dalla capitalizzazione di mercato, che è scesa dai quasi 22 miliardi del 2021 ai poco più di 200 milioni di dollari degli scorsi giorni. Inoltre, recentemente Farfetch aveva posticipato la pubblicazione degli ultimi risultati trimestrali. Se prima dell’intervento di Coupang, quindi, si poteva supporre un delisting, ora questo è diventato certezza, con lo stesso Bom Kim che ha affermato di voler privatizzare Farfetch.

Contestualmente, il “quasi-fallimento” del gruppo londinese ha portato all’annullamento dell’acquisizione del 47.5% delle quote di Yoox Net-A-Porter Group, controllato da Richemont. A riguardo, Richemont ha emesso una nota ufficiale sul proprio sito web.
Il futuro di Farfetch si preannuncia di difficile lettura. La lontananza da riflettori, come ha sottolineato un analista consultato da Milano Finanza, potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella ristrutturazione del business di Farfetch, e lo stesso potrebbe fare l’assenza di investitori a cui rendere conto di determinate azioni. In ogni caso, un caso interessante potrebbe essere rappresentato da Off-White, di cui abbiamo già parlato qui e per cui si prospetta un futuro quantomai instabile, almeno a livello di proprietà.
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