Che vi piacciano le sneakers brutte — come qualcuno ha ingiustamente definito il mio meraviglioso Wallabee verde in GORE-TEX più Vibram — o le Dunk, sicuramente avrete sentito nominare almeno una volta Vibram.
E se è effettivamente successo, non l’avete sentito nominare per definire un tipo di pellame oppure una cucitura specifica, ma per indicare una suola. Nello specifico, la suola con la famosa scritta Vibram incastonata nell’altrettanto famoso ottagono giallo. Per quanto possiate non essere appassionati di montagna o di running, avrete sicuramente già visto da qualche parte il logo Vibram, ve lo assicuro.

Fino a poco più di un decennio fa, la suola Vibram era però usata su calzature prettamente tecniche: scarponi da alpinismo, scarponi dell’esercito, scarponi da lavoro. La prima suola Vibram, la celeberrima “Carrarmato”, è stata lanciata nel 1937 da Vitale Bramani, talentuoso alpinista e ambizioso imprenditore milanese, resosi conto della necessità di creare una suola che fosse la migliore per grip e durabilità. Nel 1954, appena 17 anni dopo la fondazione dell’iconico marchio, la spedizione italiana che conquistò per la prima volta il K2 indossava scarponi Dolomite con una suola Vibram.
Nei decenni a seguire, il marchio italiano si è affermato come il più rivoluzionario nel mondo delle suole, continuando a rinnovare e ampliare la sua gamma con sempre più modelli di fondi (un altro nome, più “tecnico”, per definire la suola). Vibram, quindi, è sempre stato un componente apprezzatissimo per le sue straordinarie qualità, ma non ha mai fatto parte del mondo della moda, figuriamoci del mondo delle sneakers.

Ecco, negli ultimi anni, le cose sono un po’ cambiate: Vibram, dopo aver collaborato con Prada negli anni Novanta e aver lanciato le FiveFingers nel 2002, ha cominciato lentamente ad essere considerato anche dagli ambienti dell’alta moda, tanto da attirare le attenzioni di maison come Balenciaga, Giorgio Armani, Visvim, Off-White e Alyx. Paradossalmente, tutti questi giganti del mondo della moda non si sono rivolti a Vibram per cambiarne l’essenza: al contrario, hanno scelto di utilizzare suole Vibram proprio perché esse rappresentavano un certo tipo di ideale, sinonimo di robustezza, qualità, forza, un “lusso-non-lusso” che Tyler Watamanuk di GQ ha definito “autentico”.

Non si tratta di un caso: negli ultimi anni, le principali case di moda hanno cercato di avvicinarsi moltissimo ai temi del nostro tempo, spaziando dall’imitazione delle borse dei fast food ai vari omaggi fatti a scarpe come i Boot di Timberland. Questa vicinanza al mondo street, inteso proprio come “di strada”, si è concretizzata in tutta una serie di collab che prima del 2000, probabilmente, non si sarebbero potute verificare: Balenciaga ha lavorato con adidas, Dior ha realizzato un paio di Jordan 1, Moncler si è trovata a collaborare con Salehe Bembury.
In questa tensione all’autenticità, Vibram è diventato sinonimo della ricerca di qualcosa che desse ai consumatori l’idea di star vestendo non solo qualcosa di bello, ma anche di concreto, funzionale, con una storia da raccontare e da portare ai piedi. In più, l’iconico marchio dall’ottagono giallo è anche uno dei tanti validissimi esempi di azienda italiana a conduzione familiare: certo, ora Vibram produce anche negli States, dove si trova uno dei suoi mercati più vivaci, ma il cuore dell’azienda si trova ancora in Italia, nella storica sede di Albizzate.

Vibram, ovviamente, ha notato l’evoluzione che ha avuto il suo marchio, e ciò l’ha spinto ad aprire nel 2018 il Vibram Connection Lab Milano, “un centro nevralgico di innovazione e creatività”, come viene definito sul sito della stessa azienda. In questo luogo di ritrovo della Vibram Community, si trovano le menti che plasmano e plasmeranno il futuro di questo marchio. Nel 2019, poi, è arrivata anche l’apertura di un Connection Lab a Boston.
Perché Vibram non vuole guardare il futuro arrivare, ma è determinato a lavorare per raggiungerlo il prima possibile. Con buona pace di quelli a cui non piacciono i FiveFingers (fra cui ci sono anche io, devo ammetterlo).
Uno standard tecnico che si afferma come icona del mondo della moda: la storia di Vibram è molto simile a quella di GORE-TEX, di cui abbiamo parlato in questo articolo.
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