Il 2023 è stato un anno di transizione. Ok, forse è bene smettere di dirlo che sennò perde di senso sta cosa. Ma in fondo è vero, nel 2023 sono cambiate tante, tantissime cose.
In questo spazio, però, non ci soffermeremo sulle cose che sono state, ma su quelle che saranno. Andremo a vedere quali tendenze domineranno la scena streetwear e fashion del 2024, e cercheremo di capire perché certi stili si affermeranno a discapito di altri.
Prima di partire, volevo sottolineare che l’ispirazione per questo articolo mi è venuta grazie ai thread di due persone “conosciute” su Threads, Theo Chocart e Pietro Urbani, che ringrazio ancora per il prezioso e involontario hint. Fatti i dovuti ringraziamenti, partiamo con le previsioni sulle tendenze che domineranno il 2024!
https://www.threads.net/embed.jsPost di @eyeson_magazineVisualizza su Threads
L’ascesa delle ecolabel e dei microbrand artigianali
È un titolo molto generico, lo so. Ci sono potenzialmente 100 milioni di brand che potrebbero rientrare nei termini “ecolabel” e “microbrand artigianali”.
Per questo, cerchiamo di specificare cosa intendo con queste due definizioni. Sotto “ecolabel” metto tutti quei progetti nati con l’intento di rendere il consumatore più consapevole riguardo all’inquinamento generato dall’utilizzo di materiali non sostenibili; per “microbrand artigianali”, che è un termine sotto cui rientrano anche le “ecolabel”, intendo invece quelle piccole realtà imprenditoriali che non si sono ancora completamente affermate, ma che propongono prodotti di altissima qualità.

Per essere ancora più specifici, facciamo nomi e cognomi: FLOWERS FOR SOCIETY, Lomalab, Anamorph, OMY, McIver, Æ Synctx. Insomma, tenete un occhio attento su queste label, perché il 2024 potrebbe essere il loro anno.
Puma sarà una di quelle cose belle
Non siamo i primi a dirlo, né tantomeno gli ultimi. Dopotutto, che il 2024 rischi di essere l’anno di Puma è abbastanza un dato di fatto: le collabo sono entusiasmanti, l’estetica straordinariamente versatile, le vibes quelle giuste.

Anche in questo caso, diamo qualche nome: le Puma x Coperni spopoleranno, tanto da competere per essere una delle sneakers più influenti del 2024; la collezione Puma x Fenty continuerà a rubare terreno tanto ad adidas quanto, soprattutto, a Nike. Ottolinger e Noah, infine, potrebbero raccontarci qualcosa che ci piacerà, ma che non possiamo ancora conoscere. Insomma, le tendenze del 2024 saranno di Puma.
L’affermazione del quiet luxury
Discorso, questo del quiet luxury, che si lega alla perfezione con i due punti che abbiamo già affrontato: a dominare la moda, e non solo lo streetwear, non saranno tanto i marchi super riconoscibili per i loro loghi, ma quelle label che proporranno materiali, lavorazioni, accostamenti e manifatture di altissimo livello.

Il 2024, quindi, sarà l’anno del capo in sé, del maglioncino che trascende il suo marchio e si afferma perché bello, di qualità e con un fit che esalta il fisico di chi lo indossa. Insomma, abbiamo capito, sarà l’anno di Loro Piana.
Nike ACG potrebbe dirci e darci tanto
Sì, mi piace il gorpcore, l’abbiamo capito tutti. Eppure non si scappa: la tendenza di mettersi giacche in GORE-TEX da 600 euro per andare a fare la spesa non passerà. Capito questo, capite anche perché nel 2024 Nike ACG giocherà un ruolo primario nel tentativo di Nike di ritrovare lo slancio dell’epoca post-pandemica.

Molto, quindi, passerà dal reparto più tecnico dello Swoosh, che dovrà dimostrarsi all’altezza di competitor come Arc’teryx, Hoka, Merrell e Salomon. Per farlo, possiamo aspettarci tantissima attenzione alle calzature e delle possibili collab con realtà come UNDERCOVER e sacai, che abbiamo notato essere attentissime al gorpcore.
Il gorpcore continuerà ad esistere, e nuovi, piccoli brand si affermeranno
Ripeto, mi piace il gorpcore. E sì, lunga vita al gorpcore!
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Tralasciando l’ironia, nel 2024 assisteremo a un’evoluzione particolare del gorpcore, che virerà sempre di più su realtà minori. Un nome? Anamorph, che v’abbiamo già nominato fra i microbrand più interessanti del 2024. Se poi volete un brand un po’ più big, vi dico ROA Hiking.
Massimo Osti Studio
Massimo Osti è stato un avanguardista concreto, un uomo che ha visto il futuro ma non l’ha lasciato là, davanti a lui, come una chimera inafferrabile. Al contrario, l’ha portato nel presente e lo ha reso il motore di C.P. Company e Stone Island, le sue “creature”, con cui ha ridefinito i canoni dell’innovazione nel mondo della moda.
Per celebrare la legacy di un uomo straordinario, C.P. Company ha deciso di lanciare un nuovo progetto, chiamato Massimo Osti Studio e destinato a lasciare un segno tangibilissimo nelle tendenze che vedremo nel 2024.
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Lasciamo qui la dichiarazione di Lorenzo Osti, figlio di Massimo, per farvi capire l’importanza e l’autenticità di questo nuovo progetto:
“Abbiamo voluto isolarlo, mantenerlo puro e pulito in modo da avere lo spazio per sperimentare a 360º senza rischiare confusione su cosa sia C.P. Company. È come una sandbox per l’innovazione dell’outerwear”.
A-COLD-WALL* e Samuel Ross diventeranno grandi, finalmente
Il 2023 è stato un’ottima annata per A-COLD-WALL*. Tantissimi brand hanno deciso di collaborare con la label di Samuel Ross, che sembra aver finalmente raggiunto la maturità creativa necessaria per sfondare in quello specifico — e complicatissimo — ramo della moda che ha sempre voluto rappresentare.

Dr. Martens, Converse, Timberland e Nike hanno bussato alle porte di Samuel, che ha tirato fuori alcune delle sneakers migliori del 2023. E sì, per quanto non vi piacciano le Converse Geo Forma sono fra quelle. Che il 2024 sia il tuo anno, Samuel!
Le maison continueranno a guardare alla moda di massa
Dior continuerà a copiare Puma; Balenciaga parodierà (si può dire, giuro) tutti quelli che andranno in palestra in leggins e scarponi da trekking; Gucci e Prada cercheranno qualche altra collab con adidas & CO. Insomma, l’haute couture continuerà a seguire quel trend secondo cui la quotidianità rappresenta il nuovo lusso.
DIEMME farà la voce grossa
In molti, probabilmente, non avranno mai sentito questo brand. Dopotutto, DIEMME ha sempre fatto scarponi da montagna: li ha sempre fatti benissimo, e non a caso sono andati dovunque. Negli ultimi anni, però, DIEMME ha cercato di fare anche ottimi scarponi da città, e ci è riuscita benissimo, tanto da attirare l’attenzione di giganti come Ronnie Fieg, Palace, C.P. Company, BSTN.
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Un’ascesa che sicuramente continuerà anche nel 2024, all’insegna della qualità, del Made in Italy e di un’estetica tremendamente bella.
Martine Rose e Clarks, infine, ci faranno felici
Nel 2023, Martine Rose è stata scelta per diventare la prima guest designer della storia di Clarks. Ne è nata una collezione Spring-Summer 2024 destinata a farci no felici, di più: uscirà presumibilmente a marzo 2024, sul sito di Martine Rose e forse su quello di Clarks.
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Che ci sia anche altro nel calderone? Non ci è dato saperlo, ma Martine Rose difficilmente ci deluderà. La sua estetica e la sua visione, dopotutto, hanno segnato in lungo e in largo le tendenze del 2023, e segneranno anche quelle del 2024. Segnatevelo (non ho avuto tanta fantasia nel scegliere questi ultimi verbi, lo so).
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