Dopo aver lasciato il campo ad altri brand — l’anno scorso New Balance ha fatto una scarpa forse insuperabile, e ne abbiamo parlato qui — Nike ha deciso di rilasciare le sue top sneakers finora esclusiva del mercato cinese anche su suolo occidentale.

Le Jordan 1 Low OG “Year of the Dragon” celebrano il nuovo anno con una colorazione adeguata e una moltitudine di dettagli, ma basterà a conquistare gli sneakerhead più affamati di qualità?
Unboxing: tra felicità e delusioni
Il box di queste J1 si presenta già insolito — un fattore che sta diventando sempre più “di scelta” per gli appassionati che si sono stufati dello standard — e quindi è un aspetto che teniamo in considerazione nella review, sebbene per noi non sia affatto di valore.

Il box si presenta di un colore verde (che però non raffigurerà le sneakers che metteremo ai piedi) con delle squame in leggero rilievo rispetto al logo Nike che, in questo caso, è di un bel sail.
Quanto meno si capisce che, in teoria, il brand dell’Oregon abbia voluto fare le cose per bene. A me da un po’ fastidio quando la colorazione di parti diverse non matcha neanche minimamente col resto: capisco da product manager che non si possa avere esattamente lo stesso Pantone, ma vi assicuro che è difficile farlo anche così diverso 🙂
Insomma, ti ci devi proprio impegnare.


All’interno del box troviamo invece una cartina rappresentante l’animale del 2024, un bel dragone, che sarà anche il leitmotiv della scarpa – o almeno noi l’abbiamo intesa così.

Per finire, una piccola sorpresa: in una busta verticale rossa troviamo un braccialetto con 3 sonaglini e il jumpman. Onestamente, è fatto talmente di bassa qualità che sfido chiunque a metterlo al polso e uscirci; è talmente di bassa fattura che usarlo come portachiavi durerebbe tre giorni in un qualsiasi zaino, ed anche la busta arriva già quanto meno rovinata o proprio tagliata.






La scarpa non mi sembra niente di che
Partiamo dalle cose positive.
I colori della scarpa sono azzeccati: essendo stato una decina di volte in Cina, rivedo sia l’idea dei colori di un leggendario drago nel verde, sia il più sgargiante burgundy che è celebrativo della festa ma fa anche un po’ da ricordo di parti antiche delle città. Impreziosita dall’oro del backtab e dal wings logo ricamato, la tomaia ha poi il collar argentato e il toebox bianco.

La chicca che poteva riuscire e invece è – per me – un meh riguarda la suola: ottima l’idea del translucent, ma purtroppo la riuscita di quel verdino sbiadito mi fa dire che forse sarebbe stata meglio burgundy.
I materiali della scarpa sono solo ok: la qualità del toebox è sufficiente, mentre il verde squamato va ovviamente a “rovinare” la qualità a favore dello stile dragone, è un po’ dura (come le Kobe 4 Gift of Mamba) ma si prefigura positivamente.

Sempre parlando del materiale verde, non riesco bene a capire perché le squame posteriori siano più grandi rispetto alle anteriori: su Tiktok abbiamo ipotizzato che il drago potesse avere delle squame di dimensioni diverse, ma nel caso non si capisce perché la coda (posteriore) le avesse maggiori.
Sempre uguale invece la suola con la soletta interna a garantire un certo standard di comodità: questa ultima è impreziosita da decori a tema “Capodanno cinese“, dettaglio che fa sicuramente piacere.

Il padding è completamente assente
Io non so cosa sta succedendo in Nike, e l’unica spiegazione che mi do è una motivazione di costo: non c’è niente nella parte posteriore della scarpa che possa in qualche modo aiutare l’ammortizzazione della caviglia. Un’immagine vale più di mille parole ⬇️

Se è una questione di stile non è comprensibile perché non aiuta a indossare la sneaker, mentre se è una questione di costo è stupida perché già ci stiamo lamentando che le Jordan da qualche anno sono peggiori del solito, ma adesso stiamo iniziando ad esagerare.
Poi è chiaro: ormai le scarpe si comprano per fattori diversi rispetto alla comodità e alla piacevolezza d’uso. Siamo nel 2024, dopotutto.
Sizing
Io suggerisco di continuare ad andare TTS, ma c’è un aspetto da considerare: se il padding è assente, e con quel raso interno grigio, il rischio è che queste Jordan 1 “Year of the Dragon” ballino un po’ e che quindi vadano strette davvero molto.
Conclusioni
Anche in questo caso, quindi, aspetti positivi e negativi per una sneaker che avrebbe potuto davvero spaccare e restare negli annali. Adesso che le Low stanno prendendo sempre più piede, non si capisce perché Nike continui a puntarci solo a livello di colorazioni, impoverendola invece sempre di più sotto gli altri aspetti.


A livello di cw è una bella rappresentazione di ciò che sono il Capodanno cinese e i suoi festeggiamenti sempre colorati e con temi sempre diversi, dove però il drago — e ce lo insegna anche Mulan — è una parte costante della leggenda dell’antico Paese.
Io personalmente non comprerei una scarpa che ha fin troppi compromessi: per quanto sia un appassionato di Cina e della sua storia, mi spiace ma la semplice colorazione e materiale trattato a mo’ di squame non è abbastanza per farmi premere il fatidico pulsante.
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