Dopo secoli sono finalmente riuscito a sedermi, a prendere in mano il computer e a scrivere ‘sta recensione delle bellissime, comodissime e pazzeschissime Yeezy 380 “Calcite Glow”.
Prima di partire con l’analisi vera e propria, però, bisogna fare un po’ di contesto.
La storia delle Yeezy 380, in breve
Le Yeezy 380 sono nate in uno dei momenti di massimo successo della partnership fra Kanye e adidas: era il 2019, e il mondo delle sneakers stava impazzendo per quello che era considerato uno dei designer più influenti dell’ultimo decennio. A dicembre, in modo abbastanza inaspettato, Kanye decise di droppare sul leggendario sito yeezysupply.com le prime paia di 380, nella colorazione “Alien”. Subito, il pubblico le soprannominò “Yeezy 350 V3”, data la chiara somiglianza con le 350, ma ben presto si accorse che no, non si trattava semplicemente di una 350 con un nome diverso. Era, infatti, una scarpa completamente nuova.
Innanzitutto, Kanye decise di utilizzare più Boost per le sue 380, per quanto ce ne fosse già abbastanza nelle 350; poi, cambiò chiaramente la shape della scarpa, rendendola un po’ più tozza; infine, sostituì l’outsole delle 350 con un fondo a spina di pesce, dotato di un grip molto più elevato. In altre parole, i cambiamenti sostanziali non erano pochi, e gli sneakerhead più attenti se ne accorsero presto, cominciando a mostrare grande apprezzamento per questa silhouette, affermatasi nel tempo come una delle più interessanti — e attuali — fra tutte quelle prodotte da Kanye.
In ogni caso, dopo questa introduzione, partiamo con la review!
Il box
Il box è il solito, senza alcun cambiamento rilevante: a comporlo è quindi del cartone color cartone con sopra le sempre presenti scritte nere che troviamo su tutte le Yeezy, anche se, ovviamente, questa volta troviamo il 380 e non il 350.


All’interno, poi, troviamo la cartina e un paio di extralaces dello stesso colore di quelli già “montati” sulla scarpa, con una sostanziale differenza, però: quelli sulla scarpa sono un blocco unico, e quindi non sono rimovibili o allacciabili, mentre quelli forniti extra sono dei normalissimi lacci tubolari.
Materiali, estetica e costruzione
Una volta prese in mano le scarpe, l’occhio cade inevitabilmente sull’enorme intersuola in Boost, estremamenda morbida e per questo protetta da uno strato di gomma. Per quanto riguarda l’upper, poi, ci troviamo di fronte al solito Primeknit di Yeezy: è un po’ più rigido della controparte usata da adidas sui suoi modelli comuni, ma non per questo non garantisce traspirabilità e comfort. Inoltre, la tomaia in Primeknit è rinforzata all’interno, in modo da mantenere la forma della scarpa, e sul tallone sono presenti dei “cuscinetti”.



Per quanto riguarda l’estetica, non possiamo che scadere nei gusti e nelle opinioni personali: le 380 sono una scarpa particolare, come lo sono praticamente tutte le Yeezy. E, come le 350 V1 e V2 sono divisive, così lo sono anche le 380, che però, soprattutto negli ultimi due anni, hanno subito una rivalutazione in chiave high-end. L’estetica chunky, volutamente esagerata ma tremendamente comoda, è infatti un concept che è stato recentemente ripreso da molte case di moda, rendendo questo modello una sorta di icona da cui prendere ispirazione. I dettagli “glow-in-the-dark” e la pulizia della colourway, poi, regalano quel tocca ancora più straordinario a una scarpa spaziale.

Tornando sul lato tecnico, la costruzione delle Yeezy è quella che si trova sulla maggior parte delle sneakers: la tomaia, infatti, è prima cucita su una lasting board — la parte che trovate sotto la soletta — e poi viene incollata all’intersuola-suola.
Reparto ipermegasupercomodità
Senza girarci attorno, le Yeezy 380 sono di gran lunga le scarpe più comode che ho in collezione, e non ci Wallabee, Hoka o 350 che tengano. Quella maledetta midsole in Boost, così spessa e così morbida, le rende infatti incredibilmente ammortizzanti, quasi come se si camminasse su una nuvola. Certo, come tutte le scarpe troppo morbide è difficile portarle per tanto tempo, perché tendono a stancare i muscoli delle gambe, ma devono passare davvero tante ore prima che vi sentiate affaticati dalle 380.

L’unico vero difetto che ho riscontrato con l’uso è la tomaia, che, pur essendo realizzata in Primeknit, non è così traspirante: “colpa” tanto del rinforzo interno, che inevitabilmente la appesantisce, quanto del trattamento glow-in-the-dark, che copre i microfori del Primeknit e non permette all’aria di circolare. Per questo motivo i vostri piedi potrebbero sudare in estate, benché la 380 rimanga una scarpa comodissima e generalmente molto versatile.
Sizing
Quando si parla di Yeezy, si parla di sizing fatto completamente a caso. Avendo presente questo aspetto, posso dire che la mia esperienza con le 380 è stata coerente con quella avuto con le 350 V2: il sizing, secondo me, è lo stesso, per cui potete andare serenamente 1/2 size up rispetto alla vostra taglia Nike standard. Monkey explanation: se avete 42.5 di Dunk, andate di 43 1/3; se avete 43, andate di 44, e così via.
Prezzo e (non) resell
Il retail delle Yeezy 380 “Calcite Glow” era di €250. Sottolineo “era” perché oggi si possono tranquillamente trovare a molto meno, intorno ai 150 euro per le paia nuove e sotto ai 100 euro per le paia leggermente usate. Io, ad esempio, le ho comprate su Vinted per poco più di 70 euro, spese di spedizione incluse, e dopo una serie di accurati legit check sono risultate originali.
Per questo, il mio consiglio è di sfruttare al massimo questi marketplace, in modo da portarvi a casa steal di livello assoluto. Se poi voleste un consiglio o una mano, potete pure mandarci un DM su Instagram o unirvi al nostro gruppo Telegram: siamo più di 1700 e non vediamo l’ora di darvi una mano!
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